SITO UFFICIALE S.U.I. 1982

I PUNTI FERMI DELLA NOSTRA IDEOLOGIA
- IL SOSTEGNO ALLA SQUADRA è il primo compito di tutti noi, soprattutto nei momenti più difficili. Ricordiamo a società e giocatori che L'IMPERIA E' DEGLI IMPERIESI e saremo i primi a contestare chi non capisce questo concetto.
- UN GRANDE ATTACCAMENTO AL GRUPPO, il cui bene viene prima di quello della squadra, della società e di tutto il resto.
- UN GRANDE AMORE PER LA NOSTRA CITTA', per la quale dal 1982 combattiamo con la consapevolezza che IMPERIA SIAMO NOI!
- LE TRASFERTE, durante le quali il nostro caro striscione è sempre presente in tutti gli stadi dove giochi l'Imperia. Riteniamo che la partecipazione alla trasferta sia fondamentale per un gruppo Ultras.
- LA LIBERA SCELTA POLITICA: il gruppo non è schierato a favore di nessuna parte o area ideologica. Nessuno può esporre vessilli con significato politico. Secondo noi la politica in curva porta solamente DIVISIONE!
- NO AL CALCIO "MODERNO": anticipi e posticipi televisivi, stipendi e contratti plurimiliardari ai calciatori, il mercenarismo di questi ultimi riteniamo siano elementi che rovinano il nostro sport preferito.


STORIA DEL NOSTRO GRUPPO
Creare un gruppo Ultras è difficile: farlo ad Imperia è quasi impossibile. Alle normali difficoltà e alla repressione sempre più accentuata contro di cui è costretta a scontrarsi ogni tifoseria italiana, noi dobbiamo sempre lottare contro qualcosa più difficile da sconfiggere: una città glaciale e senza passione, con gente pronta solo a criticarti se non ad ostacolarti. Nel corso degli oltre vent'anni della nostra storia la società è fallita due volte, abbiamo visto vincere un solo paio di derby, abbiamo perso ogni tipo di spareggio (sia per la promozione, che per la salvezza): le vittorie nelle partite alle quali tenevamo particolarmente si contano sulle dita della mano di un monco. Noi, però, abbiamo sempre cercato di onorare i colori della nostra città, ci siamo sempre schierati contro coloro che non facevano il bene dell'Imperia Calcio, contro quelli che promettevano e non mantenevano e contro quelli che ci volevano sciolti. Per noi essere "Samurai" ha sempre significato sostenere, in ogni occasione ed ovunque, l'Imperia, qualunque fosse stato il campionato e l'esito finale, sopportando gli innumerevoli disagi, i tanti chilometri macinati per i colori sociali e per onorare il nome del nostro gruppo. Abbiamo avuto anche noi momenti di grigiore e commesso alcuni errori pagati a caro prezzo, ma, come qualsiasi gruppo Ultras che si rispetti, siamo stati pronti a ripartire, rimboccandoci le maniche, senza piangerci addosso. La stagione 1982/1983 segna l'inizio dell'avventura del nostro gruppo. Lo striscione, lungo dieci metri, blu con i bordi neri, la scritta "Samurai" bianca, un elmetto nero in mezzo e la data 1982 sul fianco, fa la sua prima apparizione domenica 31/10/1982 in occasione dell'incontro casalingo contro il Casale. Perchè Samurai? La scelta è caduta sul nome di questa famosa casta di guerrieri giapponesi, valorosi e fedeli ad un proprio codice d'onore che, oltre il comportamento sul campo di battaglia, ne regolava anche la vita spirituale e terrena. I Samurai (o "bushi" che letteralmente significa "uomini che combattono") erano al completo servizio del loro padrone e per lui erano pronti all'estremo sacrificio: il nostro unico padrone, per il quale combattiamo e combatteremo, sono i colori Nerazzurri. Lo striscione è collocato sul lato destro della gradinata Nord, affiancato da quello centrale "Ultras" (la scritta completa è "L'Imperia è una fede, gli Ultras i suoi profeti", da quello dei "Los aficionados Commandos" e dell' "Imperialcool". Sono anni esaltanti quelli disputati tra la serie C2 e la serie D: lo striscione è appeso ovunque giochi l'Imperia, stampiamo le prime sciarpe ed adesivi e cominciamo a farci conoscere e rispettare in giro per l'Italia. Nel 1987 il fallimento dell'Imperia calcio ci costringe a ricominciare dal fondo, dalla Terza categoria ma, nonostante tutto, un manipolo di veri Ultras segue e sostiene i Nerazzurri in campi al limite del ridicolo, senza gradinate e contro squadre espressione di circoli del dopolavoro. Anno dopo anno, l'Imperia Calcio risale le categorie e nella stagione 1992/1993 (Promozione ligure), i "Samurai Ultras Imperia" sono affiancati dalla "Brigata Alcolica", la cui presenza dà un notevole impulso alla gradinata. I successivi campionati di Eccellenza ligure, ci vedono presenti ovunque, con l'apice in occasione dei derby con la Sanremese, quando allestiamo spettacolari coreografie e maxi esodi. Proprio in occasione di uno di questi derby, a Sanremo, nel marzo del 1995, scoppiano violenti tafferugli, che finiamo col pagare a duro prezzo: con 11 diffidati e 2 denunciati siamo una delle prime tifoserie a dover scontare la nuova legge antiviolenza da pochi giorni varata dal governo italiano. In occasione di questa partita suggelliamo anche l'amicizia con gli Ultras francesi della "Brigade Sud Nice". Nell'estate del 1995 realizziamo il nuovo splendido striscione di 25 metri, che attualmente capeggia ai piedi della gradinata. I campionati di Eccellenza ligure terminano sempre con degli spostamenti in massa in occasione dei beffardi spareggi promozione, ad Orzinuovi e Casale. Il ritorno in CND, a seguito di un ripescaggio, ci permette, finalmente, di uscire dai confini regionali: non manchiamo nessuna delle trasferte in terra piemontese, toscana, lombarda ed emiliana. I momenti clou di queste tre stagioni in serie D sono molti: la durissima contestazione all'allenatori ed alcuni giocatori, nell'inverno del 1996, che segna la svolta positiva della prima stagione in CND; le mega coreografie nei derby; la consacrazione dell'amicizia con gli "Ultrà Massa", gli "Ultras Savona" e "Quelli di sempre Derthona"; i violentissimi tafferugli di Asti nell'aprile 1997; la trasferta in traghetto a Sanremo nell'aprile 1998; le trasferte-sagra a Pietrasanta; la pubblicazione della nostra "Fanzina" nel gennaio 1999; la festa promozione di Aosta nel maggio 1999. Il ritorno in serie C2, dopo 14 anni, sembra rappresentare la fine di un lungo incubo: la storica vittoria nel derby del 19/09/1999 (la prima firmata "Samurai"), sembra confermarlo. Nell'aprile 2000 creiamo il nostro sito internet ma una gravissima crisi societaria, però, vanifica gli sforzi compiuti. L'anno è, comunque, vissuto intensamente, con una massiccia presenza casalinga e la costante presenza in trasferta (come dimenticare quella di La Spezia). Non mancano i momenti di tensione: i violenti tafferugli nel corso dell'incontro con il Mantova, le diffide che ci piovono addosso, la contestazione ad alcuni dirigenti e l'ennesima sconfitta, nello spareggio salvezza di Novara, che ci ricaccia nell'inferno dei dilettanti. Come se non bastasse, nel settembre 2000 c'e' il secondo fallimento della nostra società. La stagione è un calvario, con una squadra in grado di raccogliere soli 6 punti ed ottenere ogni record negativo immaginabile. Malgrado questo siamo costantemente presenti e ci scontriamo ogni domenica contro coloro che stanno affossando sempre più i nostri amati colori. Retrocessi in Eccellenza ligure e immediatamente ripescati in CND, le cose non migliorano a livello societario: passiamo da una dirigenza indecente all'altra (4 presidenti in 4 anni) e questo finisce con l'influire anche sulle presenze in gradinata. L'ingaggio del giocatore forse più odiato dal nostro gruppo dà involontariamente una notevole scossa all'ambiente: il gruppo si ricompatta, contesta vibratamente la scelta e presidente e giocatore sono obbligati a cambiare aria. E' il turno di un nuovo presidente con il quale il rapporto è addirittura peggiore: la contestazione alle sue scellerate scelte ed alla sua ostilità nei nostri confronti raggiunge vette mai immaginate. Siamo infamati sugli organi di stampa, denunciati e querelati, mentre i responsabili dello scempio che si sta compiendo restano comodamente al loro posto. Nell'ottobre 2003 i gestori del nostro sito internet sono denunciati, con l'assurda accusa di "istigazione a delinquere", per aver inserito il testo di un coro anti-sanremese nella sezione "CORI". Rafforziamo il rapporto d'amicizia con gli "Ultrà Massa" con due mega-feste in occasione organizzate prima degli incontri e, al termine di un finale di campionato allucinante, retrocediamo in Eccellenza, perdendo l'ennesimo drammatico spareggio salvezza: la nostra contestazione alla dirigenza, forse, era legittima. Il dopo partita è a dir poco burrascoso, con oltre una ventina tra denunciati ed arrestati ed alcuni feriti.La stagione è conclusa in maniera drammatica e, come se non bastasse, nove nostri esponenti sono obbligati a presentarsi in Tribunale con l'accusa di aver contestato la dirigenza. Il campionato di Eccellenza ligure è un'umiliazione continua: l'Imperia è costretta a giocare contro squadre di quartiere, perlopiù genovesi, che giocano in campi spesso senza tribune e frequentate da pochissimi spettatori... Salvo un paio di eccezioni, nessuna ha gruppi Ultras al seguito. Per protesta nei confronti della dirigenza, decidiamo di disertare tutte le partite interne del girone d'andata del Campionato 2004/2005, non mancando di esporre lo striscione con la scritta "Montali vattene" all'interno del Ciccione e non saltando nessuna delle partite esterne. Non sono trasferte vere e proprie, piuttosto gite fuori porta, nelle quali i nostri migliori amici sono i gestori dei bar dello stadio, ai quali facciamo fare record d'incasso. Due anni di Eccellenza rappresenterebbero una mazzata atroce per molti gruppi Ultras, ma non per il nostro che, comunque, continua ad andare avanti a testa alta: sempre presente in tutte le trasferte, sosteniamo la squadra che, con un girone di ritorno travolgente, riesce a vincere sia la Coppa Liguria che il Campionato 2005/2006.Siamo tornati a rivedere la luce, pronti per nuove sfide, sempre orgogliosi dei nostri colori, senza mollare mai com'è nello spirito dei Samurai Ultras Imperia. Le stagioni 2006/2007 e 2007/2008 sono due stagioni di una serie D che ricorda per tante sfide la serie C degli anni passati (Derthona, Savona, Sanremese, Alessandria, Biellese, Vogherese, Casale, Sestri Levante etc.). Ci sono momenti esaltanti per i risultati della squadra e per le presenze in Curva Nord, con l'avvicinarsi al gruppo di molti giovani. Trasferte indimenticabili per svariati motivi, nuovo materiale e gadget da indossare mostrando l'orgoglio di far parte dei S.U.I. Il rovescio della medaglia è una società sull'orlo del baratro come da noi annunciato e previsto con i giorni contati. Una contestazione al "Master President" (cosi si fa chiamare) interminabile e davvero stancante, una squadra che ovviamente perde colpi come la barca che affonda. Il gruppo nonostante i momenti di crisi è sempre presente, dimostra forte mentalità e non molla mai. Sempre presente dove gioca la squadra, siamo attivi allo stadio come per strada (comunicati, conferenze stampe, raccolte firme, visita in consiglio comunale, contestazione ai politici locali a manifestazioni sportive cittadine). La morte dell'U.S.IMPERIA 1923 avviene nell'estate del 2008, con la radiazione per la mancata scesa in campo dei giocatori nei play-out con la Novese, e 6 diffide a esponenti del nostro gruppo emesse dalla Questura di Imperia. Ma c'è la certezza di essersi liberati in via definitiva di chi ha fatto il male del calcio ad Imperia (i giornali locali e non solo nei mesi estivi pubblicheranno la notizia di indagini e arresti che colpiranno anche il nostro ex-presidente.) Stagione 2008-2009 la rinascita, l'a.s.d. IMPERIA CALCIO si iscrive al campionato di 2°categoria e lo stravince, il pubblico per quello che lo permette la categoria torna al Nino Ciccione per tifare la squadra della città (da ricordare IMPERIA CALCIO-sanremo boys 600 spettatori). In conclusione non vogliamo dimenticare la battaglia fatta in città contro chi voleva cancellare un pezzo di storia cittadina, chi ha cercato di usurpare i colori e il nome della NOSTRA IMPERIA, QUELLA DEGLI IMPERIESI, L'UNICA SQUADRA DELLA CITTA' e dei politici locali che per convenienze personali, non ufficialmente, ma appoggiano tutto e tutti tranne che l'IMPERIA CALCIO, l'unica società sportiva che ha fatto la storia della città (nessuna cattiveria ma siamo in Italia e il CALCIO è religione di stato). In questi ultimi anni travagliati il gruppo è sempre stato presente, non si è piegato a niente e nessuno, non è sceso a compromessi con chi ci voleva come amici per convenienza e ci avrebbe voluto comprare per imbrigliare il nostro ESSERE, il nostro VIVERE LIBERI come è nel nostro mondo, quello ULTRAS. Ci avviamo ad un'altra stagione dura, ad affrontare una agguerrita 1°Categoria dove di sicuro noi SAMURAI ULTRAS IMPERIA saremo protagonisti come sempre.
AVANTI ULTRAS. FORZA IMPERIA SEMPRE !!!!!



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